FELIZZANO E LA SUA STORIA
residenti. Nella graduatoria demografica occupa il 20°
posto tra i 190 comuni della nostra provincia.Il
suo territorio si estende per una superficie di 25 Kmq. , che , dai
fertilissimi terreni in valle Tanaro, si congiunge alle ultime
propaggini del Basso Monferrato ( mt. 192 s.l.m.), in
prossimità di Altavilla e Viarigi.
Il centro abitato è sito su un terrazzamento
naturale ( mt. 114 s.l.m.) che guarda , verso sud , la predetta valle.
Come già evidenzia
il nome, Felizzano (Felicianum) affonda
le radici in epoca romana ( probabile fundus gentilizio con popolazione
sparsa) , rientrando nella giurisdizione del municipium di Hasta ( I
sec. a.C.)
Di Asti seguì la
vicenda storica: dalle invasioni barbariche, al dominio dei Longobardi,
a quello dei Franchi ( secc. V – IX) .
Nell’anno 880 , l’imperatore Carlo il
Grosso, ultimo dei Carolingi, dona
la cortem de feliciano al monastero milanese di
Sant’Ambrogio, al quale resterà soggetto fino agli
inizi del sec. XI . Di
poi passa in potere degli Aleramici.
Infatti, nel primo trentennio del sec XII sarà,
soprattutto, la famiglia marchionale degli Ardizzone ( consanguinea
degli Aleramici di Occimiano e di Monferrato ) a signoreggiare sul
castro et villa felizani.
Nel 1155 , dopo la presa di
Asti ( a cui gli Ardizzone si erano sottomessi nel 1135) ad
opera
dell’imperatore Federico Barbarossa , il borgo entra a far
parte dei domini del marchese di Monferrato Guglielmo il Vecchio,
restandovi sino alla fine del sec.
XIII, seppur
conteso e , talora, occupato dagli Astesi.
Nel 1292, dopo la morte in
cattività, per mano degli Alessandrini, del marchese
Guglielmo VII , il comune di Asti, loro alleato, poté
impadronirsi del luogo . Nel
1303 torna in potere del nuovo marchese monferrino Giovanni I .
Nel 1372 muta ancora principe:
è la
volta di Galeazzo II Visconti , signore di Milano, che lo strappa al
marchese Giovanni II Paleologo. Terra
da sempre agognata dai marchesi di Monferrato , per la sua posizione
strategica , sia militare sia viaria e commerciale, Felizzano venne
riconquistato da quei marchesi nel 1452 e verrà a loro
riconosciuto in feudo dal duca di Milano Francesco I Sforza, alla pace
di Lodi del 1454. Al
Monferrato resterà sino al 1533.
Quindi torna al ducato di Milano.
Deceduto l’ultimo
degli Sforza, Francesco II , nel 1535, il luogo viene incorporato
nell’Impero. Nel
1556, l’imperatore Carlo V abdica, assegnando al figlio
Filippo II il regno di Spagna con i possedimenti italiani.
Felizzano, in quanto terra
del ducato milanese, è assegnato alla corona di
Spagna.
Nel 1707, durante la
guerra per la successione spagnola, è annesso ai domini del
duca di Savoia, poi re, Vittorio
Amedeo II.
Nel 1799, come il resto del
Piemonte, viene occupato dalla Francia rivoluzionaria , alla quale
apparterrà sino alla caduta di Napoleone Bonaparte nel 1814.
Durante la dominazione napoleonica, Felizzano , sarà sede di
Cantone, nella sottoprefettura di Alessandria, comprendente i comuni di
Annone , Cerro Tanaro, Masio, Refrancore, Quargnento, Quattordio e
Solero, per una popolazione complessiva di oltre 18.000
abitanti.
Con il ritorno dei Savoia,
nel 1814, sarà trasformato in capoluogo di Mandamento.
Sin dall’età
romana, per tutto il
Medioevo e fino al termine del Seicento, il
borgo rappresentò un punto nodale per le comunicazioni ed i
traffici fra Basso Monferrato casalese ed Alto Monferrato acquese, tra
Alessandria ed Asti, essendo il suo territorio attraversato da
importanti strade: dalla romana Via Fulvia, alla medievale via per la
Francia , alla monferrina Strada Franca, che da Fubine,
tramite
il porto di Felizzano sul
Tanaro, già attestato nel 1156, conduceva a Bergamasco e nel
Genovesato. Fu ,
pure, una terra di frontiera tra Stati diversi, sottoposta al frequente
transito di eserciti in armi , ad assedi e saccheggi ( tra i quali si
rivelarono particolarmente cruenti quelli del 1230, del 1447, del 1617
e del 1642) . Paradossalmente,
per le medesime ragioni, il borgo godette, sin dalla fine del sec. XII,
di una amplissima autonomia amministrativa, giudiziaria, fiscale e
daziaria; non
soggetto ad alcun feudatario o signorotto locali, ma dipendente
direttamente dal potere sovrano. Ordinamenti
comunali dovettero esistere già all’inizio del
sec. XIII; la prima
notizia certa del Comune risale al 1266.
Dalla metà del sec. XX ,
Felizzano ha
vissuto una profonda trasformazione della sua economia, che da agricola
è passata ad industriale, con una significativa presenza di
attività commerciali ed artigiane.
Trasformazione che , nel 1975, ha portato il nostro paese,
insieme al vicino comune di Quattordio, a costituire uno dei maggiori
poli industriali del Piemonte sud orientale (componentistica per auto e
vernici).
Attualmente , Felizzano,
è sede dei principali servizi intercomunali interessanti una
decina di comuni . Dall’istituto
scolastico comprensivo, al distretto socio-assistenziale ( CISSACA), al
sub distretto sanitario della ASL 20, al servizio di guardia medica,
alla locale Croce Verde, al centro operativo misto di protezione civile
( COM n° 6 ).
Testimoni
di così antica storia restano alcuni monumenti
dell’architettura religiosa e civile.
Il tratto meridionale della imponente cinta muraria che
racchiudeva l’abitato ( sec. XII) ; la massiccia torre
quadrangolare , che domina il centro storico,
che fungeva da comando dell’intero sistema
difensivo ( sec. XIII) , la chiesa parrocchiale di San Michele
Arcangelo, con bella torre campanaria ( sec. XIII) ; la chiesa di San
Pietro ( sec. XII), le chiese di San Rocco e della Madonna della Fonte
( secc. XIII-XIV) ; le eleganti finestre in cotto, datate 1441, che
adornano la parete nord del palazzo comunale.
Pregevole, poi, il patrimonio pittorico custodito nelle
nostre chiese , con opere che vanno dalla fine del Quattrocento agli
inizi del Novecento, tra cui segnaliamo quelle di Gandolfino da Roreto,
del Moncalvo, dell’Alberini, del Grassi, di Luigi Morgari.


